Qui è riportato il 'simbolo' del viaggio. Grazie a Cecilia per il disegno.

Transamerica 2009

Transamerica 2009
Questo è il percorso della 'Transamerica 2009', che potrà subire variazioni dettate da condizioni atmosferiche e psico fisiche. E non rifiuterà altri mezzi di trasporto.

Patrocini e collaborazioni

Patrocini e collaborazioni

sabato 7 novembre 2009

Terre di allenamento.



Su queste strade mi preparo per la Patagonia.

venerdì 6 novembre 2009




Queste sono le terre dove mi alleno e dove abito, terre di una bellezza unica, contadina, naturale. L'uomo riesce sia a manterla intatta sia a sporcarle con immondizia, cemento e asfalto. Pensate che nel Padule di Fucecchio, una delle più belle zone umide d'Italia e forse d'Europa, dovrebbe nascere il nuovo deturatore... pensate... tonnellate di cemento e asfalto nel cuore della palude. Un invito agli amministratore comunali, provinciali e regionali a rivedere il progetto.
Foto: mai visti i gamberi fino a qualche anno fa in padule... l'uomo li ha introdotti... con il rischio di indebolire l'ecosistema
Tramonti in padule.

Stoccolma IV






Dice il mio amico Mauro Talini che se uno non dorme bene... la mattina dopo la bicicletta non va...
Ed ha proprio ragione, le quattro notti in tenda mi hanno davvero portato poco riposo, e la bici non va. Il film 'The Terminal' mi suggerisce l'idea giusta: pedalerò il giorno e riposerò la notte in aeroporto. Entro nell'airport di Arlanda vestito da ciclista, sudato e 'ventoso', porto con me in bagno Mi sento un po' stanchina, lì mi spoglio, mi asciugo e mi cambio. E' ora di cena, ad Arlanda puoi mangiare ogni cosa, non manca la scelta. Mi alimento decentemente ed è già ora di dormire, un comodo divano mi accoglie a braccia aperte, il sonno arriva veloce e tranquillo. La mattina dopo, un bel cappuccino, due paste ed è tempo di pedalare.
Le foto rappresentano il ristorante, il giaciglio, la vista della 'camera' , la colazione e un treno per Stoccolma... mai preso.

Stoccolma V





Strade ed immagine della Svezia.

sabato 31 ottobre 2009

Test a Stoccolma III




L'albergo mi permette con il phon, di asciugare i vestiti, il sacco a pelo e gli altri oggetti bagnati la notte scorsa. Alle dieci della mattina sono pronto a risalire in bici, il cielo è ancora sereno, ma ci sono delle nuvole all'orizzonte che sono un po' troppo scure... Mi rimetto in strada, cercando di andare dalla parte opposta della perturbazione... ma lei è più veloce di me... non è la pioggia a sorprendermi dopo un'ora, ma la grandine, cerco riparo sotto un garage.... e attendo che smetta la bufera. Mezz'ora dopo tutto sembra essere passato, resta solo un forte freddo vento e la strada bagnata. Pedalo per tutto il giorno nella tundra svedese, poche case, pochissimi villaggi, ma va bene così... ho scelto questo luogo per la scarsità di abitanti e per le lunghe distanze solitarie. La strada è un continuo saliscendi, la bici chiamata Mi sento un po' stanchina è molto pesante e anche l'attrezzatura non è da meno. Alle 17.00 la temperatura è già di 8 gradi, l'oscurità vicina ed è tempo di fermarsi e montare la tenda, il vento è ancora forte e freddo. Prima però cerco un supermercato per una cena che mi immagino di pane e prosciutto... invece in un angolo del market vedo un caldo pollo arrosto... che compro e mangio con passione con le mani su una panchina fuori dal negozio... aggiungo pane, succo di arancia, acqua e un bombolone... ed è la cena più buona che ci sia.

Test a Stoccolma II





Salve a tutti, questo post per spiegare a grandi linee i sette giorni passati in Svezia a fare esperienza ed allenamenti. La prima notte Odino decide di dare il benvenuto o di mettere alla prova questo viandante: una forte pioggia si abbatte sulla tenda e un vento impetuoso la rende precaria.
Passano lente le ore, il freddo è intenso e mi accorgo che l'apertura della tenda non è ben chiusa, l'acqua è filtrata dentro... e non posso fare altro che aspetare la mattina mettendo i piedi nelle sacche della bicicletta che ho con me... e che sono impermeabili. I vestiti sono umidi, bagnati per la condensa della tenda, alla quale il vento strappa un tirante facendomela crollare addosso... pensate pioggia, vento, freddo, abiti bagnati e la tenda come sudario... bellissima prima notte cara Svezia.
Ma non posso abbattermi per questo: aspetto la mattina, cerco il sonno che fatica ad arrivare e cerco il calore con qualche movimento fisico. Da ormai dodici ore sono rinchiuso nel mio rifugio, e solo allora comincio a vedere la luce dell'aurora... aspetto ancora un po' ed esco... ora il cielo è sereno, cerco di riscaldare le membra con esercizi fisici e con il sole.Tutto è bagnato, non posso continuar così, ho bisogno di un albergo dove asciugare la roba, monto la bici, e parto. Dopo 70 km e 4 ore, mi fermo in un albergo.
Foto: letture in tenda, Il lupo della steppa. Hermann Hesse
Mano con calzino.
Tenda.

venerdì 30 ottobre 2009

Il prossimo allenamento in salita

Questo è il giro di allenamento della prossima settimana, con lo scollinamento del Serravalle e del San Baronto. Il giorno della partenza si avvicina ed è meglio mettere chilometri nelle gambe.

Marco